Il nostro patrono:San Martino

 
 

lzando gli occhi all'insù di fronte all'imponente facciata della Basilica di San Martino, lo sguardo non può che cadere su un'immagine scolpita nella pietra e nel cuore dei martinesi: San Martino, nei panni di un soldato romano che taglia in due il suo mantello per offrirne metà ad un uomo povero, seminudo e intirizzito dal freddo.
Ma com'è stato possibile che un uomo che ha avuto come ferro del mestiere la spada sia poi diventato santo? Dov'è avvenuto questo storico fatto? Da chi lo si é saputo, visto che San Martino non ha mai lasciato nulla di scritto? Le date in cui lo si festeggia a Martina Franca che cosa evocano?
San Martino nacque da famiglia pagana a Sabaria in Pannonia (attuale Ungheria) nel 316 o 317 dopo Cristo (non si ha certezza assoluta sulla data di nascita).
Oggi questa città non é chiamata più così, la si trova sulle carte geografiche col nome di Szombathely, quasi al confine con l'Austria.
Martino si arruolò nell'esercito a soli 15 anni: il motivo di una scelta così precoce?
Forse seguire le orme di suo padre: ufficiale d'alto rango.
Martino fu di guarnigione in Francia e in tale nazione si svolsero la maggior parte degli eventi che lo hanno consegnato alla storia.
I fatti che narrano il suo operato ce li ha tramandati uno scrittore cristiano: Sulpicio Severo che scrisse la sua biografia "Vita di S. Martino".
Su questo bravissimo narratore - contemporaneo del santo - si ha motivo di credere che sia stato lui stesso testimone oculare di molte delle cose che racconta.
L'episodio della condivisione del mantello avvenne ad Amiens, (famosa per la Cattedrale di Notre Dame) città a circa 120 Km da Parigi.
Narra il nostro amico Sulpicio che nei pressi della porta di tale città nel 338 dopo Cristo, il soldato Martino, (eta'22 anni), in sella al suo prode destriero, incontrò sul suo cammino un pover'uomo, quasi completamente nudo.
Di fronte a questa scena tanti soldati che lo precedevano rimasero completamente indifferenti... lui rallentò la sua corsa, e s'impietosì di tale uomo: il suo cuore pulsante d'amore verso i deboli sciolse la dura corazza di soldato romano e, senza pensarci su due volte il giovane milite, prese la spada e tagliò in due il suo mantello e ne offrì una parte al pover'uomo, in fin di vita per il freddo, il tutto avvenne in una cornice di un inverno rigidissimo capace di mietere tantissime vittime a quelle latitudini.
A tale episodio, assistettero molti dei cittadini di Amiens, la maggior parte delle quali non trovò di meglio da fare che sorridere nel vedere quel soldato, indossare, a seguito della donazione, un mantello non più della misura idonea alla sua taglia.
La notte seguente apparve in sogno al giovane Martino proprio Gesù Cristo in persona vestito col suo mantello, e gli parlò: "Martino, ancora catecumeno, mi ha ricoperto con quest' abito ".
A seguito di tutto ciò la sua vita ebbe una svolta.
Si battezzò e appena gli fu possibile abbandonò la carriera militare e si dette a una vita ascetica, lasciando ai poveri tutti i suoi averi.
Nel 361 diventò sacerdote.
Questa vicenda che si è consumata in pochi minuti lo ha marchiato a vita: lo ha reso immortale.
L'immagine del taglio del mantello - apparentemente banale per chi guarda solo in superficie - è un gesto che conta più di tante parole, e che ci recapita un messaggio forte: la carità e l'amore per il prossimo - pilastro fondamentale della cristianità - deve essere al centro del cuore di ogni uomo, come al centro è la statua di San Martino nel cuore della facciata della Basilica.
Le date in cui si festeggia San Martino a Martina Franca sono:

17 marzo - San Martino del sacco
4 luglio - San Martino dell'aia
11 novembre- San Martino delle sementi

La più antica solennità religiosa è quella dell'11 novembre, essa evoca il giorno delle esequie di San Martino e non il giorno della sua morte che avvenne il 9 novembre 397 d.C. a Candes, dopo di che ci vollero tre giorni per trasportare il suo corpo fino a Tours, navigando sul fiume Loira.
La celebre fiera che si tiene ogni anno in questo giorno, ha 390 anni di vita, fu istituita per la prima volta dal duca di Martina Giambattista II Caracciolo in occasione della sua prima visita ufficiale nella città (prima della costruzione del palazzo ducale, i padroni di Martina vivevano a Buccino e venivano da queste parti solo in visita, demandando ai loro collaboratori il compito di amministrare la città).
Il 4 luglio si commemora la donazione al popolo martinese di una reliquia del santo, custodita tuttora nella Basilica, questo avvenne il 4 luglio del 1712, ad opera del padre Lorenzo Romanelli da Martina, di ritorno dal capitolo generale tenutosi a Roma.
Infine meno famosa, ma non meno importante, è la celebrazione del 17 marzo che rievoca l'assistenza e l'aiuto che la comunità invocò nei tragici giorni dell'esperienza politica repubblicana quando la città fu afflitta da uno spaventoso saccheggio.

Angelo Vitale


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Basilica di
San Martino