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CISTERNINO
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Grazioso paese che si affaccia sulla Valle D'Itria, conserva case del XVII sec. e la romantica chiesa di San Nicola, rimaneggiata più volte.
Sorge a nord-ovest di Ceglie Messapico, a cavallo delle Murge, e con Fasano ed Ostuni delimita il triangolo di maggiore interesse turistico della provincia di Brindisi.
La multiforme natura del suo territorio; la varietà della vegetazione (vigneti, boschi, frutteti, pascoli); la campagna sconfinate nella Valle d'Itria tempestata di trulli; la diversità dei panorami che si ammirano da ogni dove; la salubrità del clima; la familiarità dell'ambiente; lo spirito generoso, volitivo, frizzantino degli abitanti; la genuinità delle tradizioni; l'atmosfera di modestia che aleggia su uomini e cose; la bontà dei prodotti della terra e della pastorizia; le specialità della cucina locale, fanno di Cisternino una delle città "tipiche" della Puglia.
Per il turista, per chiunque ami la natura con la somma delle sue bellezze, per colui che attraverso il cammino dell'uomo vuole scoprire le passate grandezze di remote civiltà, la città costituisce una tappa d'obbligo.
Diremo che Cisternino affonda le sue origine in epoche antichissime.
La tradizione storica, infatti, colloca sul posto dell'attuale città l'esistenza di Rudia che diede i natali al poeta latino Quinto Ennio. Sono ipotesi, è vero.
L'esistenza nella zona di molte specchie, dolmen, caverne ed il rinvenimento di una necropoli dalla quale sono venuti alla luce monete, vasi e armi, danno, però, la certezza della presenza di un antico popolo di civiltà fiorente.
Cisternino, col suo territorio, è stata teatro di molte vicende storiche, di cui ricordiamo l'imperversare dell'esercito di Pirro che mise a ferro e fuoco il preesistente villaggio.
Tracce dell'arte greca risalenti ai Basiliani si riscontrano un po' ovunque.
Le mura massicce di cui è circondata la città ci danno, inoltre, la testimonianza della importanza da essa avuta dopo la decadenza dell'Impero Romano.
Retta dagli Aragonesi, che ne potenziarono le opere di difesa, essa resistette agli assalti dei Turchi.
Di fatto in quell'epoca, il governo era esercitato dal Vescovo di Monopoli che suscitò parecchio scontento, tanto che nel 1647, in coincidenza con i moti di Masaniello, il popolo insorse incendiando il palazzo baronale.
Sedata la rivolta, per la verità repressa nel sangue, il popolo, apparentemente rassegnato, attese i nuovi eventi.
E quando questi maturarono con i movimenti di pensiero e di azione nel periodo risorgimentale, la città svolse un ruolo di primo piano nella lotta che fu condotta per la conquista della libertà e dell'indipendenza nazionale.
Assurta a libero Comune ed entrata a far parte dell'Italia unita, Cisternino ha dato e continua a dare un contributo determinante all'economia della provincia e della regione.
Le attività dominanti ed i settori nei quali si articola l'economia locale sono costituiti dall'agricoltura, che produce vini tipici, olio, mandorle e cereali; dall'artigianato che si va specializzando nelle confezioni di vestiario e di maglieria; dal turismo che costituisce motivo di vita per gli operatori dei vari settori.
La visita della città non è completa se non ci si porta ad ammirare gli avanzi dell'epoca medievale costituiti da mura, torri, palazzi, chiese, e, soprattutto, se non ci si addentra in certe viuzze che, nella loro semplicità originaria, racchiudono tutto un mondo fatto di malinconica bellezza quale sintesi di una vita sofferta nella gioia di vivere.

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