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OSTUNI
Storia
Cattedrale
Villanova
La Cavalcata
Sant'Oronzo
Paesaggio
Arroccata su tre colli, stupendamente bella per l'abbacinante candore delle sue case e per la propria struttura topografica,
razionale nel giusto equilibrio estetico del
paesaggio
che la circonda, la città sorge a 217 metri sul livello del mare.
Tutt'intorno pietra dura ("tosta" la chiamano gli Ostunesi), aspra.
Qua e là boschi di ulivi in cui fanno spicco radi mandorli e peri steriliti da una natura avara di acqua.
A valle tanto verde: molli tappeti di ortaggi alternati a colonne di leguminose.
In fondo il mare: una immensa distesa di azzurro perenne.
La città rappresenta uno dei più vetusti e gloriosi baluardi della civiltà di Puglia.
Di origine messapica, essa rispecchia le caratteristiche strategiche, topografiche e strutturali tipiche degli agglomerati dell'epoca.
La
storia
, riferita a quel periodo, non ci ha tramandato alcun episodio particolare.
L'esistenza della città al tempo dei Messapi ci è testimoniata, invece, dal rinvenimento di una necropoli.
Sotto la dominazione dei Romani (di cui recentemente sono state rinvenute tombe del III secolo a.C.) fu invasa e saccheggiata da Annibale e successivamente liberata da Quinto Fabio Massimo.
Caduto l'Impero Romano, essa fu dominata da molti invasori quali i Goti, i Bizantini, i Longobardi, i Saraceni.
Di questi ultimi Ostini assimilò lo stile dell'edilizia che ancora oggi si intravede nelle costruzioni a volta, con scala interna.
Con il ritorno dei Bizantini nel X secolo, la città riacquistò l'antica importanza e divenne Diocesi.
Nel secolo XI passò sotto il dominio dei Normanni che instaurarono il sistema feudale. Di essi ricordiamo la costruzione di un bel castello.
Con l'avvento degli Angioini furono costruite le mura.
Sotto gli Aragonesi, invece, si completò l'opera di fortificazione mediante la costruzione di torri, porte e castelli.
Altre vicende provocarono l'invasione della città da parte dei Veneziani, e poi ancora degli Aragonesi.
Ostini subì, così, l'avvicendarsi dei feudatari delle famiglie degli Sforza, Zevallos, Lopez, Royo finché non fu proclamata "libero comune".
Notevole fu l'apporto dato da Ostini alla causa dell'Unità d'Italia.
Oltre all'organizzazione di "vendite carbonare", si ebbe una diretta partecipazione di molti ostunesi all'impresa garibaldina.
Oggi la città rappresenta uno dei centri più grossi e progrediti della provincia di Brindisi. Alle risorse tradizionali costituite dall'agricoltura, dall'artigianato e dal commercio, si sono aggiunte quelle industriali e turistiche, sicché l'economia locale è molto sostenuta ed ha sicure prospettive di ulteriore consolidamento.
La città vanta una delle più belle
cattedrali
della provincia. Costruita tra il 1435 e il 1495, fa sfoggio di una facciata di stile gotico. L'interno, a forma di croce latina a tre navate, ha subito notevoli modifiche. Attualmente conserva caratteristiche settecentesche con cappelle barocche. Nell'archivio capitolare si conservano 200 pergamene del 1137.
In piazza della libertà si ammira l'artistica colonna di Sant'Oronzo, alta m. 20,75, costruita da Giuseppe Greco nel 1771.
Degna di nota la Chiesetta dello Spirito Santo del XVII secolo, con portale rinascimentale.
Un esempio di barocco si ritrova nel Palazzo Zevallos.
La parte nuova della città custodisce, invece, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, o dei Cappuccini, del 1585, che annovera una tela della Scuola Napoletana del '600, e la Chiesa dei Riformati nella quale è custodita la "Madonna della Pietà" di Paolo Veronese.
A circa tre chilometri dal centro abitato, seguendo la strada provinciale per Cisternino, sorge il Santuario di
Sant'Oronzo
comprendente la grotta che, secondo la tradizione popolare, ha costituito la dimora del Santo.
Più pregevole e pittoresca, nei pressi della masseria Pizzicucco, la grotta di San Biagio, con l'omonima chiesetta, sulle cui preti si notano affreschi bizantini.
A nord si scende verso il mare ove si staglia, in tutto il suo candore, il Villaggio di
Villanova
che sino a qualche tempo fa ha costituito la zona balneare prediletta dagli Ostunesi.
Altri importanti complessi turistici, invece, sono sorti di recente in contrada Pilone, Rosa Marina e Santa Lucia. Essi rappresentano quanto di più moderno e organico si possa attuare in materia.
Particolarmente apprezzato il villaggio turistico costruito dalla Valtur, che costituisce un raro esempio in Italia di strutturazione arditamente progredita e pienamente rispondente alle esigenze del turismo stagionale e di transito.
Altro aspetto interessante della città è rappresentato dalle tradizioni folkloristiche che trovano la loro migliore espressione nella celebrazione delle feste padronali.
Caratteristica la
"Cavalcata"
che accompagna la processione del patrono Sant'Oronzo (26 Agosto) secondo le memorie storiche locali, essa si rinnova sin dal XVI secolo ed offre uno spettacolo meraviglioso per colore, sfarzo, eleganza e agonismo.